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    Larry Stainberg analizza le differenze tra il caso Herbalife e Vemma

    By Alessandro Diodovich
    In Herbalife
    gennaio 10, 2017
    867 Views


    Larry Steinberg, un avvocato del settore MLM, analizza le decisioni della FTC nei casi di Vemma ed Herbalife.

    Larry Steinberg, ha iniziato la sua carriera legale nel settore della vendita diretta, quando è stato nominato per rappresentare BurnLounge come consulente nel confronto legale che durò sette anni contro la FTC, oltre ad essere un socio dello studio legale di Los Angeles Buchalter Nemer e capo dello studio sulle pratiche riguardanti il marketing multilivello. Ha conseguito la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Yale e Harvard Law School e sarà uno dei relatori presenti alla prossima riunione per affrontare le questioni della legalità nel settore della vendita diretta e l’esecuzione durante i giorni 10- 12 GENNAIO 2017, a Dallas (USA) dal titolo “Vemma Burnlounge Herbalife: l’attuale quadro normativo.”

    Questo curriculum lo ha reso uno degli avvocati più importanti nel campo della vendita diretta e del network marketing, oltre che autore di molteplici pubblicazioni. In una di queste pubblicazioni a fine del 2016 ha messo a confronto due casi riguardanti la Federal Trade Commission (FTC), e sono stati risolti nel corso dell’anno. Si tratta di Herbalife e Vemma, in cui l’avvocato ci mostra il suo punto di vista giuridico e le differenze al momento della conclusione dei due casi simili, ma con risultati contrapposti.

    Considerazioni da tenere in conto in entrambi i processi

    In entrambi i casi il processo si è concluso con un accordo tra le imprese e l’organismo di regolamentazione. Questo non è passato inosservato dalla legge, in cui viene sottilineato che l’eventuale procedimento che inizia la FTC contro le aziende di MLM che ritiene illegali, non si basa su alcuna regola o legge scritta, ma soltanto su considerazioni che non sono strettamente fondate e riconosciute dalla legge.

    “Invece di chiedere al Congresso di adottare una legislazione uniforme che definisce, in termini chiari e certi, ciò che costituisca in realtà una piramide illegale, la FTC si è fortemente opposta agli sforzi del DSA (Direct Selling Association) e da altre parti interessate nell’impegnarsi nel creare una legge federale anti-piramide” .

    “Così, senza una legge chiara che delimita il confine tra un comportamento legale e illegale, tramite semplici decisioni dei giudici di appello che si basano su fatti specifici e sistemi di compensazione”.

    I fattori di cui la FTC tiene conto nell’etichettare una società come piramidale

    La FTC ha preso in considerazione fattori quali: l’importanza di distinguere tra i clienti reali e partecipanti l’opportunità di business (evitando di classificare tutti i componenti come i partecipanti all’opportunità di business); l’importanza di avere un sistema per tenere traccia delle vere e proprie vendite al dettaglio e del reale consumo personale; il permettere ad un partecipante di utilizzare i prodotti di consumo personali per “qualificarsi” al piano marketing; la necessità di educare alla base il distributore di una società di Network nel non vendere soltanto l’opportunità di business e l’importanza di essere in linea e non fare dichiarazioni mendaci sui guadagni.

    Aspetti che differenziano i casi Vemma e Herbalife

    Confrontando ciò che è accaduto con il decreto per Vemma ed Herbalife, dimostra che la FTC non ha un unico modello di valutazione o una formula magica.
    In base all’accordo ad Herbalife è consentito pagare una provvigione sul volume personale della persona, ma non più di $ 200 al mese, e non più di un terzo del volume della downline partecipante.
    In base all’accordo in Vemma, se il consumo personale costituisce più del 50% del volume delle vendite di un iscritto, nessuna provvigione può essergli elargita dall’azienda.
    In Herbalife è vietato ai distributori (ma non ai clienti) di partecipare a qualsiasi programma di auto-ship (consegna automatica del prodotto);
    Vemma non ha tale restrizione.
    In Herbalife è stata data una grande importanza alla multa;
    Vemma, che a quanto pare ha dato dimostrazione di limitate risorse finanziarie, ed è stata condannata a pagare una multa modesto.
    Herbalife dovrebbe richiedere a tutti i partecipanti al business che soddisfino determinati requisiti di formazione prima che possano aderire al piano compensi;
    Per Vemma il decreto non contiene alcun obbligo a tale formazione.

    Conclusioni finali

    In questo ultimo soluzione negoziata dalla FTC. A differenza di tutte le azioni di contrasto che hanno preceduto Herbalife (Fortune Hi-Tech, BurnLounge, e Trek Alliance solo per citarne alcuni), sembra che la Federal Trade Commission stia finalmente cominciando a riconoscere che vi è una forma di network marketing che è legale, e che è qui per restare.

    Fonte: Universomlm.com
    Traduzione: Alessandro Diodovich MLMZOOM.it

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